Prima settimana di Avvento
Per tutti noi che con diversi mezzi viaggiamo sulle strade, perché sappiamo rispettare le norme di circolazione stradale, evitando comportamenti pericolosi, preghiamo.
Per i giovani e gli adulti della comunità pastorale di S. Grato.
Fa’ che vivano i prossimi esercizi spirituali come momento di grazia in cui sostare e riflettere per prepararsi ad accogliere con cuore rinnovato e gioioso Gesù che si fa uomo come ciascuno di noi, preghiamo.
Perché il Signore misericordioso accolga nella sua pace tutti i nostri defunti, in particolare tutte le vittime di incidenti stradali, preghiamo.
La fedeltà di Dio
La condizione di ogni uomo è vivere di attesa.
L’esperienza del presente è continuamente prefigurazione di un futuro che si realizza in questo momento ma che inevitabilmente si nutre di ciò che ancora deve venire.
Tutti speriamo in un futuro migliore, ma se ci guardiamo attorno, forse ci accorgiamo che l’aspettativa attuale è piuttosto deludente.
Comincia l’Avvento Ambrosiano con il Vangelo di Luca che dipinge uno scenario catastrofico, in contrasto con l’atmosfera dolce e rassicurante che ci aspetteremmo in questo periodo che conduce al Natale.
Ma non lasciamoci ingannare, l’Avvento ci vuole educare a questa attesa, e ci chiede di non spaventarci di fronte ad un mondo sempre più difficile e che, a tratti, può apparire anche ostile.
In realtà il messaggio di oggi ha tutt’altro tono: “Nemmeno un capello del vostro capo perirà”.
Il Signore viene, viene sempre.
E’ un Dio che non vuole essere temuto, anche se ci assicura che una fine ci sarà, che un giudizio sarà fatto e ribalterà le sorti del mondo.
E’ un Dio che vuole essere accolto con esultanza, perché è un Dio fedele nel suo amore.
Conosce il mondo e lo vede lontano da lui, ma anziché sdegnarsi è lui stesso che viene, si carica della distanza, s’incarica di tutti i passi.
Avvento è questo farsi prossimo di Dio con la mia storia.
Avvento è anche risposta fedele alla sua fedeltà.
Non mi sono chiesti atteggiamenti o gesti eroici ma unicamente il mio dovere quotidiano, umilmente e fedelmente, senza aspettarmi consensi o apprezzamenti, utili solo ad aumentare il mio ego.
Quando avrò iniziato e chiuso una giornata facendo semplicemente quello che dovevo fare sarò vicino a Dio.
Far bene ciò che facciamo è vera lode a Dio, cammino di speranza di un Natale nuovo fra uomini nuovi.
Martedì di avvento dai Saveriani di Desio
vi invito ai martedì di avvento che si tengono alle ore 21 presso i Missionari Saveriani Via don Milani, 2 – DESIO
AVVENTO: Primizia di un tempo totalmente nuovo
martedì 17 novembre ZACCARIA: il prete ammutolito, guarito dall’umile Elisabetta
(p.Marcello Storgato, direttore del giornale “Missionari Saveriani)
martedì 24 novembre GIOVANNI BATTISTA: il grande uomo, profeta della decrescita
(p.Marcello Storgato, direttore del giornale “Missionari Saveriani)
martedì 1 dicembre I PASTORI ed I MAGI: uomini disponibili ad andare oltre la soglia e il futuro
(p.Rosario Giannattasio, superiore della comunità saveriana di Desio)
martedì 15 dicembre I “POVERI DI IERI E DI OGGI” la mangiatoia della povertà segno dell’Onnipotenza liberatrice
(sr.Teresina Caffi, missionaria di Maria -saveriana- biblista)
martedì 22 dicembre ANNA E SIMEONE il bimbo nelle fasce della debolezza, il futuro di Dio fatto carne
(don Alfredo Cameroni, parroco di S.Giovanni Battista a Desio)
Vi aspetto e un abbraccio a tutti
Germana
Giornata di riflessione per famiglie
Domenica 22 di Novembre, per tutto il decanato di Desio (Desio, Muggiò, Nova Milanese, Bovisio Masciago), è stata organizzata una giornata di riflessione per le famiglie dal tema “Il matrimoni cristiano, via alla santità battesimale“.
E’ previsto il servizio di baby sitting per chi abbia figli piccoli.
Per la città di Nova Milanese, la famiglia a cui riferirsi per le prenotazioni è la famiglia Furlan il cui numero di telefono è il seguente 0362 368545, le prenotazioni sono da fare entro il sabato 17.
Per tutti i dettagli allego il volantino che potete anche scaricare, stampare e divulgare.
Settimana della domenica di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo
Per tutti gli sposi, in particolare per le coppie che festeggiano l’anniversario di matrimonio. Dona loro la forza del tuo Spirito per essere uniti anche nelle difficoltà, per sapersi perdonare e diventare segno del tuo amore, preghiamo.
Signore, ti presentiamo i nostri ragazzi per il primo incontro con il sacramento della riconciliazione. Fa’ che siano riconoscenti e disposti ad accogliere il tuo perdono e a mostrare gesti di perdono in famiglia e con i compagni, preghiamo.
Affidiamo tutti i nostri defunti alla misericordia del Signore perché li accolga nella pace del Suo Regno, in particolare per Giovanni che in settimana ha raggiunto la casa del Padre, preghiamo
I diritti fondamentali dell’uomo passano anche dall’acqua
Per chi ancora non lo sapesse con il D.L. 135/09, Art. 15 del 10 settembre 2009 il Governo regala di fatto l’acqua ai privati: stando a questo decreto, a partire dal 2011 i cittadini si vedranno sottrarre uno dei beni più preziosi. La gestione dell’acqua potabile sarà infatti lasciata in balia delle logiche senza scrupoli delle grandi multinazionali che non tarderanno a farne un nuovo e proficuo business.
Entro il 24 novembre prossimo il decreto che privatizza l’acqua potrebbe diventare legge.
Proprio ieri su La Repubblica ne ha scritto ancora Paolo Rumiz. Ecco il testo dell’articolo. Continua a leggere…
Re dell’universo
Mi rendo conto che celebrare nel nostro cuore questa festa di Cristo Re dell’Universo, oggi, può risultare alquanto difficile.
La prima difficoltà risulta immediatamente dalla distanza enorme di una tale figura dal nostro contesto socio-culturale; la seconda, sicuramente più cruciale e profonda, è data dal posto in cui inserisco, nella mia vita, il rapporto vitale con Gesù.
Forse sarebbe utile, ribaltando il punto di vista, guardare a Cristo e chiederci come fare per essere noi re e padroni della nostra esistenza.
La vera signoria non è sulle cose e nemmeno sulle persone: i re della terra, tutti quanti, restano invischiati e schiavi del loro regno, dei loro averi e dei loro poteri.
Gesù “non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, divenendo simile agli uomini”.
Sono sovrano di me stesso quando mi disapproprio e non mi attacco a nulla, né a realtà materiali, né tantomeno a quelle spirituali e morali.
A volte anche la povertà può rendere schiavi, quando è madre di invidia e bramosia; a volte lo stesso attaccamento alla fede, se mal coltivato, può risultare una colla così potente da rendere rigidi davanti alle esigenze dell’amore.
“Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno”.
Quando non metto nulla a gravare sul mio cuore il mio regno diventa il Regno di Dio.
E’ l’incontro con le situazioni che più da vicino rappresentano il nulla, cioè la croce, la carenza, la piccolezza, che ridanno dimensione e pienezza alla vita.
Più siamo dove l’uomo è crocefisso e mancante, più avremo il trono della verità; più siamo vicini al silenzio, alla morte delle nostre parole, più ascolteremo la vera Parola e saremo saggi nel regno dell’ascolto.
“In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso”.
Eccolo il premio di quando non avrò più nulla che mi lega, niente che mi stagna nel cuore, quando tutto passerà e nulla resta a me, tranne questa incontenibile, stravolgente promessa di vita.
A scuola di insicurezza
Si parlava qualche giorno fa, tra di noi, di educazione sottolineando quanto sia sempre più sottovalutata e quanto ogni giorno diventi più importante. Coincidenza vuole cha altre persone in un altra occasione mi abbiamo espresso gli stessi pensieri. Questo mese poi la rivista Altroconsumo se ne esce con una statistica effettuata davanti alle scuole dove sono stati registrati i comportamenti dei genitori nell’accompagnare i figli a scuola. Anche personalmente ho avuto modo di vedere davanti alle scuole di via Fiume le scorrettezze commesse: i SUV sul marciapiede, il divieto di sosta non rispettato, il motorino con i piccoli davanti, eccetera.
A parte le scorrettezze e l’inosservanza del codice della strada, a parte la sicurezza, ma cosa insegnamo ai nostri figli? Che cosa impareranno?
Un bambino abituato dai genitori a ignorare le norme (di sicurezza e del codice) facilmente conserverà nel tempo le cattive abitudini, diventando a sua volta un automobilista indisciplinato e indifferente alle regole. Un rischio per sé e per gli altri.
Che cosa costa fare cinquanta metri a piedi parcheggiando dove c’è posto? E’ sempre la scusa della fretta che ci spinge a non rispettare gli altri? Perché nonn rispettare le regole è proprio una mancanza di rispetto degli altri.
Anche davanti al nostro oratorio, da quando hanno fatto il marciapiede lungo la via San Giuseppe e costruito un ampio parcheggio ci sono esempi eclatanti di maleducazione: le macchine parcheggiate fuori dagli spazi il più possibile vicino al cancello dell’oratorio e il parcheggio vuoto. Ma costa così tanto fare 50 metri a piedi? Qui non si tratta nemmeno di fretta, questa è negligenza bella e buona. E ai nostri figli (che portiamo all’oratorio) cosa stiamo insegnando?
Mi chiedo quale sia il motivo per il quale non si possa lasciare la macchina nel parcheggio e arrivare fino all’oratorio a piedi. E anche se il parcheggio è pieno si può parcheggiare in via don Mezzera e in via Silvio Pellico, oppure abbiamo difficoltà deambulatorie?
Se non siamo in grado di controllare queste piccole cose figuriamoci cosa faremmo quando le regole sono più difficili. Poi però non lamentiamoci della mafia.
Oliviero Oldani
In memoria dei diritti umani
1 novembre 2009
Non leggete le storie di Stefano Cucchi, Mariano Bacioterracino ed Elham come se fossero brutte storie tipiche del caotico vivere di massa. Non pensate che a loro “qualcosa è andato storto”, che succede, che è sgradevole, ma la vita, adesso come nel passato, è piena di brutte sorprese.
Le vittime di questo elenco sono un giovane uomo arrestato senza ragione, un pregiudicato nella lista di esecuzione della camorra, un uomo del tutto innocente impigliato nella rete di un’odiosa burocrazia persecutoria. Sono la stessa persona, privata all’improvviso di diritti umani e civili. Quella persona siamo noi, mentre moriamo di botte, moriamo uccisi sui marciapiedi, moriamo di sciopero della fame in un campo di concentramento detto “Centro di Identificazione ed Espulsione”.
Siamo noi persino nello sdoppiamento da malattia mentale che si vede nel video del delitto di camorra: i passanti scavalcano il corpo della persona appena uccisa fingendo di non vedere. Siamo noi che diciamo per bocca del responsabile carcerario che Stefano Cucchi (faccia sfondata, schiena spezzata) “ha preferito dormire, rifiutando il ricovero in ospedale”. Siamo noi quando i medici di un grande ospedale civile vedono per due volte il marocchino Elham detenuto senza reato e senza sentenza, senza avvocati e senza tribunale. Nessun medico fa domande, nessuno ascolta, nessuno vuole sapere. Lo rimandano, un essere umano ridotto a quaranta chili dal suo ostinato sciopero della fame, nel lager di Gradisca, dove è ancora detenuto e morente, mentre io scrivo e voi leggete. Vorrei essere capito. Sto dicendo che noi, noi tutti vittime, colpevoli e testimoni siamo scesi al livello in cui si pestano a morte i detenuti, si scavalcano di fretta i cadaveri, si lascia morire di fame in perfetta indifferenza l’immigrato testardo.
Siamo la stessa gente che ammazza di botte gli omosessuali e ammazza di cavilli procedurali la legge che difende gli omosessuali in modo che questa legge non ci sia mai. Siamo noi il disperato Elham che muore nel lager costruito per punirlo di essere venuto in Italia in cerca di un Paese civile. Siamo noi il carceriere e il medico senza dignità che- per quieto vivere- lasciano morire chi cerca nella morte l’unica fuga. Siamo l’uomo abbattuto dalla camorra, con pochi gesti agili, senza concitazione. Siamo l’assassino che va via senza nascondere la pistola, siamo i passanti che non fanno caso ai cadaveri sui marciapiedi. Siamo i poliziotti che hanno massacrato il giovane Stefano Cucchi e continuano a restare ignoti. Siamo dunque allo stesso tempo il terrore e le vittime del terrore perché i nostri diritti e la nostra decenza sono precipitati in un buco nero immorale e illegale insieme a Cucchi, Bacioterracino, a Elham e ai loro assassini. Poiché ci siamo lasciati degradare fino a questo punto, non ci resta che dire un grazie riconoscente ai genitori e alla sorella di Cucchi che non hanno ceduto; ai giudici del delitto di camorra, che hanno diffuso il tremendo video, affinché tutti vedessero una scena di vita in una città italiana ai nostri giorni; a coloro che hanno fatto arrivare l’ annuncio di prossima morte dell’ immigrato Elham. Queste tre notizie servono almeno a ricordarci quanto siamo arrivati lontani dalla nostra Costituzione e dai fondamenti della Carta dei diritti dell’uomo. In Italia. Oggi.
da Il Fatto Quotidiano n°35 del 1 novembre 2009 – Furio Colombo 
Settimana della II domenica dopo la dedicazione
Per i nostri sacerdoti, che busseranno alle nostre porte per portare la benedizione di Natale.
Dona loro la pazienza di ascoltare confidenze, domande, sfoghi, e il coraggio di condividere con tutti nuove promesse di futuro, preghiamo.
Per tutte le persone che piangono la perdita di una persona cara.
Dona loro il tuo Spirito Consolatore, perché attendano con fiduciosa speranza la resurrezione della carne, quando tutto sarà trasfigurato nella gioia eterna di Dio, preghiamo.
Affidiamo tutti i nostri defunti alla misericordia del Signore perché li accolga nella pace del Suo Regno, in particolare Pierina e Anna che in settimana hanno raggiunto la casa del Padre, preghiamo.
