Fantastico, spettacolare, sconcertante Gesù! Stupefacente nei gesti e nei silenzi, spiazzante nelle parole.
Domenica “della divina Clemenza” e Giornata diocesana della Solidarietà, location ideale per questa delicata lezione di cuore che oggi il maestro ci rivolge.
Due persone al cospetto di Gesù: in due modi molto diversi lo hanno cercato, ed ora sembrano contenderselo. Il primo, Simone il fariseo, un uomo niente male persino al nostro giudizio. Rispetta la legge, paga le tasse, si sforza persino di essere giusto fino a concedere un po’ di credito al “profeta” Gesù, e lo invita a pranzo. La seconda, una peccatrice senza nome, una donna davanti alla quale si prova imbarazzo e si storna lo sguardo, lo vede oltre la soglia di una casa “rispettabile” e, piangendo, si autoinvita “standogli dietro, presso i piedi”.
Simone, il fariseo, è l’emblema dell’immagine sbagliata di Dio. Non pecca per l’impegno e nemmeno per la moralità della sua vita, ma manca della profondità dell’amore, il suo sguardo non conosce lo sfavillio della misericordia e del perdono. Fosse stato in noi, non avremmo lesinato una stroncatura bruciante a quell’uomo gonfio di sé, pronto a tranciare giudizi superficiali e ipocriti. Gesù invece ci sorprende per la delicatezza con cui smaschera l’aridità del cuore, senza offendere, senza pesare con la gravità delle parole; con un piccolo racconto e una domanda rovescia le prospettive.
La donna del profumo, quella donna senza nome, è immagine di tutti gli emarginati, di chi nessuno vede e ascolta, di coloro che sono confinati nelle periferie della storia. Una donna sola, cosciente del proprio peccato, ma forte e temeraria, che sfida le regole tristi di ogni tempo ed è ancora capace di grande amore. Non dice una parola, è solo baci, tenerezza, disponibilità e profumo di futuro pacificato.
Simone vede la lascivia di una peccatrice. Gesù invece solo una donna da accogliere e amare.
Sembra quasi di assistere ad uno strabiliante spettacolo ad effetto, come sfilare la tovaglia da una tavola imbandita con un unico, elegante movimento: voilà! Luca non lo dice apertamente, ma lascia intendere che Simone capisce e si mette dal punto di vista del Maestro. Anche Simone ora guarda il cuore e non la regola, vede l’amore e non la peccatrice.
La donna del profumo può solo offrire il dolore della propria innocenza perduta e quel poco di coraggio che la fa inginocchiare ai piedi di Gesù. Più che sufficiente per risvegliare la nostalgia di un abbraccio a lungo rimandato.
Il racconto, che inizia con un uomo intristito dalla legge e da una donna in lacrime, si conclude con due persone nuove: l’uno con occhi finalmente aperti, l’altra col cuore florido e traboccante di pace.
Entrambi trasformati dal gratuito di Dio.